Suze and Marghe's Delirium
Avvertenze: Alta dose di demenza, ciò che segue può procurare attacchi apoplettici convulsi, perdita definitiva di un considerevole numero di neuroni, rigetti e calvizie precoce.
Elia Yphsos, Insegnante di Divinazione
Suze si va a sedere saltellando, galvanizzata dall'ennesima intervista. Per l'occasione ha fatto scorta di liquirizia. E di cioccolato. Il cioccolato non guasta mai.
Elia si siede comodamente sulla sua poltroncina, sorridendo a destra e a manca ed ammiccando alla liquirizia in mano alla buffa ragazza davanti a lui.
-Buonaseeera.- Suze si alza e gli afferra la mano, scrollandola convulsamente.
-Vorrei che lei fosse il mio sexy vicino di casa. – Ammicca.
Elia sorride, splendido, mentre va a lisciarsi una ciocca di capelli con le dita.
-Oh, glielo assicuro, piacerebbe molto anche a me.-Suze si illumina, letteralmente. -
Oh, ma si sieda. Si accomodi, avanti. Sono lusingata dalla sua disponibilità per questa intervista. Alcuni studenti sono stati... uhm... meno accomodanti.-Suze gli porge la ciotola di liquirizia.
Gli occhi di Elia si volgono e donano la loro completa attenzione a tutta quella magnifica liquirizia davanti a sé, allunga la mano e ne afferra un bastoncino scuro, portandoselo alle labbra e introducendolo lentamente, con calma calcolata, all'interno della bocca e torna a sorridere a Su.
-Grazie mille, signorina.- Accavalla le gambe, rilassandosi.
Suze si lecca le labbra, sgranocchiando cioccolato bianco con le nocciole.
-Posso darle del tu...?-
Gran pezzo di gnocco... conclude nella sua mente.
Elia mordicchia il bastoncino, beato.
–Certamente.- Sorride.
Suze sorride di rimando. Scoccandogli un'occhiata concupiscente.
-Allora, Elia... l'intervista, ovviamente, è pensata per un pubblico femminile. Quindi puoi ben immaginare su cosa verterà.- Ammicca, maliziosa. -
Allora, dimmi, quali sono le tue inclinazioni sessuali?-Elia risponde a Su, ammiccando spudoratamente e senza pudore.
-Oh beh… io accolgo tra le mie braccia chiunque abbia bisogno di un poco d'amore.- Ammicca al pubblico.
Suze gorgoglia qualcosa di indefinito.
-Chiunque, eh? Perfetto!- Il sorriso si amplia a dismisura. -
E, dimmi, c'è qualche relazione al momento?-Elia sorride, fintamente ingenuo.
-In questo momento sono occupato con una certa persona.- Poi si fa pensieroso.
-In realtà non è proprio una cosa seria, solo… lo sto convincendo a convertirsi alla via dell'amore.- Ammicca di nuovo.
Suze si deprime vistosamente, e dal pubblico provengono singulti disperati.
–Oh.- Sbotta, poi si riprende.
-Con un uomo, quindi, eh? E, dimmi, è bello? Sareste disposti ad una ripresa in diretta?-Aggiunge, senza alcun pudore.
Elia finge di pensarci, di tentennare, e comincia a far vagare lo sguardo, poi sorride a Su.
–No.- Suze è sull'orlo delle lacrime, mentre pensa a quanto la vita sia crudele ed ingiusta.
-E lui com'è? Come mai è entrato nelle tue grazie?-Questa volta Elia non ci pensa un solo secondo e sorride radioso.
–Perché è un acidone frigido del cavolo e a me piacciono le sfide.-
Suze si riprende visibilmente.
-Oh... quindi è solo una sfida...- Gongola.
-E dopo che l'avrai superata, perché non ho dubbi al riguardo… - Ammicca spudoratamente.
-...tornerai sulla piazza?-Elia ammicca a Su. -
Dipende da quanto mi prende questa mia preda.- Sorride, gentile.
Su sente un carico di mattoni sommergerla.
-Oh...- Si rabbuia.
-Beh, il pubblico converrà con me che si spera non ti prenda troppo.- Sorride. -
E fisicamente com'è, essendo, a quanto pare, caratterialmente ostico?-Elia pensa alle parole giuste e sorride di nuovo.
-Arrapante è sufficiente come risposta?- Suze si accende.
-Sicuro di non voler riconsiderare la mia offerta?- Supplica, estraendo la videocamera.
Elia sorride, guardando con interesse la telecamera.
-Magari potrei fare qualcosa. Potrei pensarci… forse…- Lo sguardo si fa languido, quasi voglioso, e il bastoncino di liquirizia viene masticato con lentezza, succhiato con dovizia.
Suze lo guarda affascinata, sbavando senza ritegno.
-Ci sono molti buoni nascondigli per una videocamera, sai?- Persuade, malandrina.
-Bene, tornando a noi, dimmi, com'è stata la tua prima esperienza con l'altro sesso?-
Elia si rabbuia un attimo, rimuginando su avvenimenti passati, ma il sorriso non si spegne nemmeno un poco. -
Beh, diciamo non troppo brillante…-Suze si sporge in avanti, gli occhi le si illuminano di curiosità.
-Scendi nei dettagli...- Inarca un sopracciglio.
-Hai fatto fiasco?- Insinua, ed il suo sguardo vaga fino al cavallo dei pantaloni dell'uomo.
Elia ha un attimo di smarrimento, ma seguendo l'occhio di Su muove ancora le gambe, accavallandole con sensualità spudorata, e torna a sorriderle.
–Io no. L'altro sì, in compenso.-Suze scuote la testa, compatendo lo sfortunato.
-Stupido, stupido uomo…-Si sistema una ciocca dietro l'orecchio, occhieggiando l'uomo. -
Un'esperienza interessante nella sua vita?-Elia ammicca.
-Oh beh… fare una divertente intervista con una splendida ragazza.- Sorride di nuovo, smagliante.
Suze si morde le labbra, facendogli una radiografia completa.
-Oh, beh...- Prende un pezzetto di carta e comincia a scribacchiarci sopra, frenetica. Poi glielo porge.
-Questo è il mio numero di telefono, per quando avrai superato la tua sfida.- Gli fa l'occhiolino, accompagnato da un sorrisino malizioso.
Elia prende il bigliettino dalla mano di Su, sfiorando la sua pelle, senza volerlo, e di questo si imbarazza.
–Mi scusi…- Sorride.
Suze gli rivolge uno sguardo infuocato.
-Non c'è problema.- Commenta, ritirando la mano, sfiorandolo ancora,
volutamente.
-Allora, con chi è stata la tua esperienza migliore? Donna o uomo?-Elia ritira definitivamente la mano, andando a congiungerla con la sorella.
-Oh beh… io non bado molto a cose come questa. Ogni volta, è sempre la cosa più perfetta che ci sia…- Guarda Su, come rapito.
-Posso farle provare quanto c'è di più bello al mondo, se vuole.- Si sporge appena, facendo rotolare il bastoncino di liquirizia sulle labbra.
Suze ripone con calma il block notes e la matita.
-Bene.- Sorride.
-L'intervista è conclusa.- Ammicca languidamente. -
Dimmi, le hai viste le quinte? Sono moooolto interessanti...-
Arriva una scarpa dal pubblico, a colpire Elia direttamente in capoccia. Qualcuno urla, indignato.
Elia si ricompone, sorridendo a Su.
-Magari più tardi, mia cara.-
Suze si gira verso il pubblico, lanciando uno sguardo a dir poco omicida alle persone presenti.
Suze la squartatrice mode ON. -
Ci conto.- Dice, cambiando totalmente espressione e sorridendo obliqua.
Elia ammicca. –
Dunque, qualche altra domanda?-Suze si mordicchia le labbra, meditabonda. -
Cosa cerchi in una persona? Non prettamente come amante... ma come persona da rispettare e di cui affezionarsi?-Elia si fa serio, tutto all'improvviso, sistemandosi in maniera pragmatica sulla poltroncina.
-Beh, direi come prima cosa…- Non riesce a stare serio per più di cinque secondi.
-Deve essere divertente. Sicuramente affascinate, si. Deve avere un certo fascino. Testarda, non mi piace che la mia preda si abbandoni tra le mie braccia… che altro ancora?- Pensa, pensa.
–Oh, sì, certo… deve essere disponibile allo stupro.- Sorride, splendido.
Suze sospira.
-Se non avessi in mente qualcuno, probabilmente ti avrei già ammanettato a quella poltrona.- Commenta, senza pudore.
-Vediamo... il tuo più bel ricordo? -
Elia sorride.
-Certamente il viso del mio attuale amante durante il suo ultimo orgasmo.- Una seconda scarpa arriva alla sua testa, facendolo cadere a terra inesorabilmente.
Suze si infuria. -
Chi è il grandissimo deficiente che si ritrova a piedi nudi?! Ho una mannaia nella borsa, è avvertito!- Urla, fuori di sé. Poi si ricompone come nulla fosse, sorridendo imperterrita.
-Oh... a questo punto, siamo tutti curiosi di sapere il suo nome. Per caso hai una fotografia con te?-Elia torna a sedersi, con un rivolo di sangue che gli esce dalla tempia. Sorride, come se nulla fosse successo.
-Oh, non c'è bisogno di dare una fotografia, posso dirvi tranquillamente il suo nome, tanto mi picchierà lo stesso, quindi tanto vale meritarsi la sua punizione, no?- Ammicca.
Suze si sporge, trepidante. -
Quindi?-
Elia quasi grida.
-Naturalmente Allen Andreas.- Poi si fa serio.
-Anche se non ho mai capito quale sia il nome e quale il cognome…- Borbotta tra sé e sé.
Suze gorgoglia.
-Penso che Andreas sia il nome.- Si illumina.
-Dovremmo proprio intervistare anche lui. Sperando che non finisca ad Azkaban per omicidio prima.- Prosegue, tranquillissima.
-Bene, direi che l'intervista è conclusa. E' stato un enorme piacere averti qui. E, ricorda, se dovessi trovarti spiacevolmente solo...- Ammicca.
-...hai il mio numero. Elia ammicca di rimando.
-Sarà un piacere averla come mia ospite, signorina.- Sorride.
Prossimamente, sui vostri schermi, l'attesissima (o quasi) intervista ad Andreas...