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Elia si ritrovò impacciato tra le braccia dell'altro. Era vero che era animato da un desiderio che non si sarebbe placato molto facilmente, e che molto probabilmente lo avrebbe tormentato per tutta la giornata, ma dall'altro il gioco sensuale che aveva instaurato con i propri allievi e con il proprio collega non doveva arrivare all'esplicito a quella maniera, almeno non pubblicamente. E quello che stavano facendo certo non avrebbe dato dubbio alcuno, essendo la cosa talmente evidente. Eppure, non poté fare a meno di gemere quando la mano dell'altro afferrò il proprio sesso e continuò dove aveva lasciato in sospeso. Le mani di Elia saettarono alle labbra, per chiuderle ermeticamente, onde evitare che qualche suono compromettente scappasse fuori, arrivando così alle orecchie dei suoi allievi. Intanto, i ragazzi, bussavano continuamente alla porta. -Professore? Professore, ci sente?- Elia guaì di nuovo, guardando Andreas in volto, quasi a chiedere pietà, mentre il battito del suo cuore tornava quello frenetico di prima, e la carne cominciava a tremare tutta.
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Andreas ghignò. Un ghigno molto poco Corvonero e esageratamente troppo Serpeverde. Era didastrosamente eccitante avere lui la situazione in pugno. Avere il coltello dalla parte del manico. O il sesso duro di Yphsos tra le dita. -Fai silenzio.- Gli sussurrò, languido, prima di tornare a baciarlo. La mano correva su e giù, giù e su, febbrilmente, accarezzando voluttuosamente ogni lembo di pelle tirata e pulsante.
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Abbracciò il collo di Allen di slancio, attirando il suo viso a sé, per affondare la propria lingua nella sua gola e così riversarvi dentro anche i suoi gemiti e i suoi ansimi. Una gamba si alzò da terra, andando a circondare il bacino dell'uomo, attirando così il suo corpo, per avvicinarlo ancora di più, per sentirne ancora di più il suo calore inebriante. Si inarcò spingendo il bacino contro le dita di quella mano dannata, mentre continuava a godere senza ritegno alcuno. Solo dopo pochi istanti si ricordò che anche Allen aveva la virilità gonfia e desiderosa d'attenzioni. Scene con entrambe le mani alle natiche, penetrando senza avviso l'uomo allargandone l'entrata con tre dita contemporaneamente, mentre il proprio ventre andava a strusciarsi in maniera insistente contro la pelle tesa del suo sesso.
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Andreas prese a tremare incontrollato, mentre il suo sesso sfregava insistentemente contro la pelle tiepida e magra dello stomaco di Yphsos. Con una forza di spirito presa da chissà dove riuscì a trattenere un singulto estasiato quanto le dita del collega si scontrarono sulla sua prostata. Sentì il piacere artigliargli i sensi, ovattargli le percezioni. Non riusciva a far altro che sentire. Sentire e godere. Strinse forte l'erezione del collega, mentre con un brivido incontrollato ed un urlo muto veniva sul suo ventre nudo. Poggiò la fronte contro quella del collega, ansimando piano a labbra dischiuse. La sua mano continuava imperterrita a masturbare il collega.
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Affondò i denti nel collo pallido di Andreas, andando a morderlo senza troppi complimenti. Tendendo di nuovo tutti i muscoli del corpo, venne con un ringhio, tremando completamente, esplodendo nella mano dell'altro uomo. Il respiro prima affannoso si fece man mano più calmo, così come calmo alla fine ritornò anche il suo cuore, e il sangue prese a scorrergli placidamente nelle vene, senza più frenesia alcuna. Baciò dolcemente la parte lesa, leccando appena quel poco sangue che era uscito dalla carne, uscendo dal corpo dell'altro e andando ad abbracciarlo per un istante, un solo istante. Poi, quasi impacciato, si divincolò, sgusciando da sotto l'altro e andò a prendere la bacchetta sul suo tavolino, agguantando nel frattempo i propri vestiti. Ancora voci da dietro la botola. -Professor Yphsos! PROFESSORE!-
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Andreas agguantò il suo mantello, dimenticato ai piedi della poltroncina, e ne estrasse la bacchetta. Si ripulì velocemente, un poco dispiaciuto di non potersi rilassare, e non troppo brillo per non accorgersi di essersi messo nei pasticci. Ad Hogwarts i pettegolezzi si diffondevano a macchia d'olio, in particolare quelli piccanti. -Suppongo che non ci sia un'uscita secondaria?- Chiese, celando la preoccupazione. Osservò con fare critico la stanza, mentre si sistemava i pantaloni velocemente e si lisciava le pieghe della camicia strapazzata.
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Elia sorrise, riprendendo il totale controllo di sé. solo un leggero imporporamento delle guance sembrava renderlo un tantino diverso dal solito. Ma lo sguardo malizioso e il sorriso splendente erano entrambi al loro posto. Sospirò, pensando qualche secondo a una possibile soluzione del problema. Poi uscì con una delle sue trovate, andando a guardare il proprio collega con fare trionfante. -Se vuole... possiamo fare finta di esserci pestati! Su, avanti! Mi tiri un pugno!- Si, si rese conto quasi subito che la proposta, fatta a uno come Allen era davvero, davvero pericolosa. Ma almeno avrebbe evitato chiacchiere davvero poco piacevoli. E per questo, valeva la pena assecondare la propria menzognera fama di attaccabrighe incontrollato.
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-In linea teorica sarei per la non violenza.- Strascicò Andreas, divertito. -Ma per te potrei fare un'eccezione.- Sbuffò, estraendo la bacchetta. -E mi hai dato di nuovo del lei.- Un rapido ghirigoro e dalla punta della bacchetta fluì una strana ombra bluastra che si dibattè ed espanse, fino ad appiccicarsi sulla faccia di Yphsos, formando un'ecchimosi di tutto rispetto. Andreas gli stropicciò un poco la manica dell'abito, poi sorrise. -Adesso penseranno che ti ho pestato.- Disse, soddisfatto. Una piccola rivincita. E aprì la botola, assumendo un cipiglio astioso. Fulminò tutti i poveri studentelli indifesi che gli capitarono a tiro, mentre si defilava giù per la tromba delle scale.