
Nome: Elliot
Cognome: Green
Età: 17 anni
Compleanno: 14 Marzo
Occhi: Grigi. Di un grigio scuro, torbido, quasi nero. Il grigio delle nuvole in tempesta. Eppure sono occhi tranquilli, vivaci, che difficilmente vorticano di disprezzo o rabbia.
Capelli: Un casino. Si potrebbe definirli solo così. Sempre sparati in aria, verso tutte le direzioni possibili ed immaginabili, ma, al tatto, sono morbidi come piume d’aquila. Sono di una sfumatura castana, calda, piacevole, come la corteccia degli alberi a primavera.
Altezza: 1.79
Corporatura: E’ piuttosto alto, pur non superando il classico metro ottanta. La pelle è brunita e si abbronza in un batter d’occhio. Cammina velocemente, come se volasse, invece di strascicare i piedi al suolo. E’ un ragazzo che attira l’attenzione col suo essere alternativo, che piace, ma non è tipo da darsi delle arie.
Segni particolari: Il suo stile nel vestire è piuttosto particolare, in effetti. Porta la divisa d’ordinanza, sì, ma in modo tutto suo. Le maniche del maglione sono allungate sino alle mani, e vi sono due fori: uno per il pollice ed il secondo per le altre dita. La cravatta è sempre allentata, od indossata come una sciarpa. Porta due anelli al medio destro, spessi, d’acciaio, e una collana di ossicini, più svariati bracciali. Al posto dei mocassini, calza due anfibi, spessi e scomodi, ma lui ci cammina come se fosse semplicemente a piedi nudi.
Abilità: E’ un
animagus, come suo padre prima di lui, e proprio da quest’ultimo ha imparato il processo della trasformazione. E’ un aquila castana, della stessa calda sfumatura dei suoi capelli: caratterizzata da particolare robustezza e prestanza fisica, becco potente ed uncinato, testa grande, ali grandi, tarsi ricoperti di piume corvine sino alle zampe. Dispiega un volo potente, spesso veleggiato, maestoso; piomba sulle prede con gravità.
Carattere: E’ un poco ingenuo. Sensibile ed intuitivo, è molto bravo ad ascoltare i problemi delle persone, ma è sempre disastrosamente distratto, svampito, la sua mente sembra essere via, lontana, tra le nuvole, sembra accarezzare il sole e le stelle e semplicemente l’immensa distesa del cielo.
Si fida delle persone, quasi sempre, e gli piace prendersi cura degli altri senza secondi fini, gli piace vedere le persone sorridere. Soprattutto se sorridono a lui.
Però, come la maggior parte dei Grifondoro, è prevenuto nei confronti dei Serpeverde.
E’ impulsivo e molto espansivo. Si affeziona facilmente, e ha preso tante di quelle cotte che ha perso il conto, però non si è mai innamorato. Non sul serio.
Ama: Volare. Più di ogni altra cosa, ed è il cacciatore migliore che Grifondoro abbia mia visto (Il cercatore era, ovviamente, Harry Potter), segna punti nella porta con facilità, come se stesse nel suo elemento solo in quel momento.
Odia: Rimanersene rinchiuso e le persone mentalmente rigide.
Status: Non lo sa. Suo padre è un purosangue, però.
Bacchetta: 14 pollici, flessibile, d’acero, nel cuore vi è una piuma di fenice.
Patronus: Un tasso.
Molliccio: L’incendio. Il suo molliccio è il fuoco che gli si avvinghia addosso, dandogli la sensazione di ardere vivo. Una volta, la tenda di suo padre e il bosco tutt’attorno presero fuoco, è diventata la sua più grande paura.
Preferenze sessuali: Bisex. Non gli importa il sesso di una persona, se lo intriga, è già bello che perso nei suoi filmini mentali. Non ha ancora avuto un rapporto completo con un ragazzo, gli sfugge la meccanica, per l’esattezza.
Passivo/Attivo: Attivo.
Famiglia: Ha solo suo padre, un hippy svagato, non proprio paterno, non sa ricoprire quel ruolo, ma molto affettuoso e sempre presente quando Elliot ha bisogno di lui. Un gran accannato.
Storia del personaggio: Sua madre lo abbandonò davanti alla tenda del padre, la notte del 16 Aprile -lui aveva poco più di un mese-, con un biglietto rivolto all’uomo, senza firmarsi. Aveva scritto il nome che gli aveva dato, il giorno della sua nascita e la sua allergia ai crostacei, nient'altro. Il padre non ha idea di chi sia sua madre, è un libertino, senza relazioni fisse, quindi potrebbe essere chiunque, ma è sicuro che Elliot sia figlio suo. Stessi occhi, stessi capelli incasinati, anche se di colore differente, stessa predisposizione per l’animagia. Suo padre si trasforma in un tasso, però. Un tasso magro, scuro, e un poco rincoglionito.
Allora, Scorpio-chan.... ti piace?**